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Chiesa rurale Santa Vittoria di Pisoniano PDF Stampa E-mail
Scritto da Massimo Aureli (Ush)   
venerdì 06 giugno 2008 18:27

La chiesetta, di struttura assai semplice, presenta una facciata con unico portale d’accesso, due finestrelle laterali e un oculo che si apre sulla sommità, al di sotto del tetto a spioventi.

Alla base sono addossati dei blocchi di marmo con modanature a rilievo provenienti da ville romane del circondario; il campanile è a vela con unica campana.

L’interno, con copertura a capriate, presenta un altare in stucco a finti marmi e l’incorniciatura della pala in stucco con volute laterali. Sulla sinistra rispetto all’altare è murata un’iscrizione che ricorda il ritrovamento della tavola con l’effigie di S. Vittoria avvenuta nell’XI secolo, fino a qualche anno fa conservata nella nicchia sovrastante. La porta laterale di destra conduce in un locale moderno.

La fondazione della chiesa è da ritenersi molto antica, probabilmente avvenne proprio sul luogo dove la Santa dimorò durante la persecuzione di Decio, nel fondo degli Anici, famiglia patrizia alla quale apparteneva insieme alla sorella Anatolia, come è tra l’altro riportato in un’epigrafe murata sulla porta d’ingresso, che ne ricorda anche la riedificazione avvenuta nel 1681:

ANTIQUAM HANC AEDEM / VICTORIAM V. ET M. ROM.ANATOLIAE SOROREM / DECIO IMP. TRADITUR ANTE MARTIRIUM EXULASSE / OB CELEBREM HANC MEMORIAM / OB TITULUM DEIPARAE MARIAE DE QUERCU ALTERIUS B. / VISIT. APLICAE DECRETO A. MDCXIV / HUNC TRANSLATUM ET UNITUM / PHILIPPUS TERENTIUS INS. COLL. S. LUCIAE DE TINTA/ ALMAE URBIS CANONICUS / AERE PROPRIO RECTOR AMPLIAVIT ET ORNAVIT / AN. D.NI MDCLXXXI.

Il luogo sembrerebbe anche coincidente con quello del ritrovamento, nel secolo XI, della tavola raffigurante S. Vittoria, miracolosamente salvatasi dalla devastazione saracena che distrusse completamente la chiesetta.

L’aspetto attuale dell’edificio suggerisce tuttavia un intervento radicale avvenuto tra la fine del secolo XVIII e l’inizio del XIX, testimoniato anche dall’iscrizione presente sulla parete d’altare, che ricorda il ritrovamento della tavola raffigurante S. Vittoria.

In essa si legge che nel 1804 Filippo D’Andrea, ministro di casa Theodoli, curò a proprie spese il migliore ornamento e il restauro della stessa:

D.O.M. / SACRAM HANC IMAGINEM S.VICTORIAE V.M. A. 1014 / ARATORI VI AB ARATORE REPERTAM / PHILIPPUS D’ANDREA EXC.MI THEODOLI / MINISTER MELIORI ORNAMENTO ET / HAC RECENTIORI FORMA / PROPRIIS SUMPTIBUS RESTITUENDAM CURAVIT / ANNO D.NI 1804).

Allo stesso periodo dobbiamo ritenere quindi che risalga la collocazione sull’altare maggiore della tela con S. Vittoria, conservata ora nella parrocchiale di S. Paolo, e la relativa incorniciatura d’altare. All’inizio di questo secolo la chiesa venne presa in cura dal Seminario diocesano, ma presto cadde di nuovo in rovina, tanto da rendere necessario il trasporto della tela d’altare e della antica tavola altrove.

Da qualche anno è stata ricostituita a Pisoniano l’Associazione di S. Vittoria, che ha ricostruito a proprie spese l’edificio e ha anche collocato sull’altare un dipinto della Santa dimenticato nella Sacrestia della parrocchiale. La polla d’acqua miracolosa che sgorgava ai piedi dell’altare è stata già all’inizio del secolo convogliata qualche centinaio di metri più in là della chiesa.

Ultimo aggiornamento ( martedì 10 giugno 2008 07:18 )
 

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